Nasce a San Leo la prima Cooperativa di Comunità della Valmarecchia e della provincia di Rimini

Si è costituita ufficialmente a San Leo davanti al notaio la prima Cooperativa di Comunità del territorio della Valmarecchia e della provincia di Rimini. A fondarla, supportati da Confcooperative Ravenna-Rimini, oltre una trentina di cittadini determinati a rivitalizzare la comunità di San Leo sviluppando attività commerciali, turistiche e di cura del territorio. La nuova cooperativa si chiama Fer-Menti Leontine e il presidente nominato in mattinata è Marco Angeloni.

Il percorso

La storia di questa Cooperativa di Comunità comincia lo scorso autunno quando Confcooperative Ravenna-Rimini, con il supporto operativo dell’associazione Figli del Mondo e dell’acceleratore di start-up Primo Miglio, dà vita a una serie di incontri in Valmarecchia nei comuni di Casteldelci, Novafeltria, San Leo e Verucchio con l’obiettivo di raccontare cosa fanno le cooperative di comunità per i territori decentrati e raccogliere l’interesse dei cittadini e delle amministrazioni a questo tipo di realtà. «La cooperativa di comunità – spiega Roberto Brolli, segretario di Confcooperative Ravenna-Rimini – è uno strumento attraverso il quale i cittadini sono al contempo produttori e consumatori di beni e servizi all’interno di un territorio circoscritto. Si tratta di una cooperativa che nasce normalmente per rispondere ai bisogni delle persone che abitano in un’area decentrata e ad alto rischio di spopolamento».

Dal 31 ottobre si sono quindi susseguiti una serie di incontri con i cittadini di San Leo che si sono formati sullo strumento – anche grazie al supporto di Giovanni Teneggi, esperto di cooperative di comunità per Confcooperative – ne hanno compreso il potenziale e fatto valutazioni sulle attività, commerciali e non, da poter avviare.

Il forno di paese

«Una delle “ferite” più dolorose della comunità – racconta Andrea Zanzini di Figli del Mondo – è stata la chiusura del forno di paese avvenuta alcuni mesi fa. Un po’ perché è scomparso un servizio importante per le famiglie che ancora abitano nella parte alta del Paese un po’ perché si trattava di un luogo identitario dove, negli anni, si sono costruite relazioni e persino risolti dei conflitti. Una volta compreso il legame affettivo con questa attività abbiamo proposto ai cittadini di costituire la cooperativa di comunità partendo proprio dal recupero del forno, pur nella consapevolezza che questo sarebbe stato solo il primo step».

A quel punto è stato contattato il proprietario del forno e, dopo diversi incontri, si è convinto a mettere a disposizione la sua esperienza e il segreto del noto “pane di San Leo”, oltre che dell’affitto dello spazio, per consentire la riapertura del forno. Dopo aver verificato la fattibilità economica del progetto, grazie al supporto del centro servizi cooperativo LINKER Ravenna-Rimini e di Primo Miglio, sono state individuate linee di finanziamento necessarie all’avvio della Cooperativa di Comunità e alla ristrutturazione dei locali.

La cooperativa

In questa prima fase iniziale la Cooperativa di Comunità si è costituita grazie alla volontà e al sostegno di una trentina di cittadini di età compresa tra i 24 e gli 80 anni. Alcuni saranno coinvolti attivamente nella riapertura e nella gestione del forno, altri daranno supporto alla progettazione di nuovi servizi di rivitalizzazione del paese quali, ad esempio, promozione di servizi turistici, attività agricole, cura degli spazi del borgo, supporto all’amministrazione per il mantenimento di servizi essenziali. Confcooperative Ravenna-Rimini e l’associazione Figli del Mondo continueranno a seguire la nuova cooperativa anche nei prossimi mesi in veste di consulenti e di facilitatori di impresa per continuare a dare impulso e sostegno allo sviluppo di questa importante realtà. Al buon esito del progetto hanno contribuito anche Aiccon e Riviera Banca.

 

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