Guido Srl si concentra sulla ripartenza dei due ristoranti riminesi

La Guido Srl chiede certezze per una ripartenza davvero efficace. Gianpaolo e Gianluca Raschi “In un panorama come quello attuale abbiamo scelto di concentrarci sulle nostre due realtà riminesi e rinunciare a malincuore al rinnovo dell’accordo per ‘Il Mare di Guido’ a Fico Eataly World. Abbiamo adottato delivery e asporto, ma per rilanciarsi davvero non è possibile continuare a cambiare colore continuamente: meglio allora un lockdown di qualche settimana per poi consentirci di lavorare con continuità. Noi garantiamo sicurezza ai clienti, ma chiediamo attenzione e orizzonti temporali”

Nella delicata fase della ripresa “a singhiozzo”, il gruppo Guido Srl concentra i suoi sforzi sullo stellato Guido di Miramare e sul neonato Augusta Cucina e Cicchetto nel cuore del centro storico, trovandosi costretta a sacrificare il progetto de “Il Mare di Guido” a Fico Eataly World. Parco che perde così quello che era l’unico stellato rimasto fino a ora.

“Purtroppo Fico ha visto interrompersi il suo sviluppo a causa della pandemia e in un momento come questo non ci è sembrato opportuno rinnovare il contratto in scadenza proprio nel periodo di cessata attività” spiega Gianpaolo Raschi, che insieme al fratello Gianluca sta dedicando tempo ed energia allo storico ristorante da 14 anni premiato dalla Guida Michelin e al consolidamento dell’ultima creatura di via D’Azeglio.

“In un panorama di assoluta incertezza, con le Regioni che continuano a cambiare colore senza consentirci la programmazione necessaria a fronteggiare un’annata senza precedenti non solo nella nostra storia personale ma a livello planetario, non potevamo tenere in piedi tutte le declinazioni del gruppo. E’ stato quindi naturale propendere per le realtà riminesi e lo abbiamo fatto a malincuore perché l’esperienza bolognese aveva richiesto azioni mirate e plasmate nel tempo, ma stava evolvendosi regalandoci gratificazioni e belle soddisfazioni” continuano i fratelli Raschi, che oggi come oggi auspicano come tutti orizzonti temporali più definiti.

“In queste due settimane di zona gialla abbiamo avuto l’ennesima riprova della “fame” di socialità e di quanto i nostri clienti storici e non solo siano legati ai nostri locali. Questo non può che darci forza e fiducia, ma è una piccola iniezione di carburante in un serbatoio che necessità ben altro. Per mesi siamo stati costretti a tenere gran parte del personale in cassa integrazione ed esplorare le rotte del delivery e dell’asporto, ma non può essere questa la soluzione. Considerate anche le nuove incertezze figlie delle varianti al Covid, meglio valutare davvero l’opportunità di un lockdown generale di qualche settimana per poi ripartire una volta per tutte. Serve continuità per invertire il piano inclinato: da parte nostra continueremo a garantire assoluta sicurezza a pranzo a cena, ma per riuscirvi davvero non si può prescindere dal ricevere qualche certezza sui mesi a venire” l’appello alle istituzioni.

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